
Perché sottoponiamo i nostri riscaldatori da bagno a test di resistenza all’umidità
Siate onesti: i bagni rappresentano un vero incubo per gli apparecchi elettronici. Ci sono vapore denso, spruzzi d’acqua casuali, e le temperature possono passare da livelli estremamente bassi a livelli altissimi in soli cinque minuti.
Sul prodotto è indicata la classe di protezione “IP65”, il che significa che l’apparecchio è impermeabile e può resistere agli impatti dell’acqua. Sembra fantastico, ma in realtà si tratta di una valutazione temporanea. I sigilli non rimangono perfetti per sempre: si usurano, si restringono o semplicemente smettono di funzionare.
Ecco perché non ci affidiamo solo a queste valutazioni. Sottoponiamo i nostri riscaldatori a test di durata in condizioni di umidità elevata, per vedere cosa succede dopo mesi di utilizzo intensivo.
Il modo in cui l’acqua entra nell’apparecchio
Il vapore d’acqua è persistente: trova anche i piccolissimi spazi tra le parti dell’apparecchio, che non possiamo nemmeno vedere. Una volta che l’umidità entra all’interno dell’apparecchio e raggiunge i circuiti e i terminali delle lampade, inizia il processo di ossidazione.
Si tratta di una reazione a catena: l’ossidazione crea resistenza elettrica, e nei riscaldatori a infrarossi ad alta potenza questa resistenza significa calore estremo. Non quel calore sufficiente per riscaldare i piedi, ma un calore capace di distruggere i collegamenti interni dell’apparecchio.
Per evitare questo, mettiamo i nostri riscaldatori in camere con umidità elevata. In pratica, cerchiamo di farli guastare il prima possibile. Vogliamo capire se i sigilli si restringono o se il materiale utilizzato per sigillare l’apparecchio si rompe quando le temperature aumentano. Se l’apparecchio dovesse guastarsi, vogliamo che accada nel nostro laboratorio, e non sul soffitto della vostra casa.
Il problema legato alla ventilazione
Le lampade a infrarossi diventano molto calde, molto rapidamente. Questo crea una differenza di pressione tra l’interno della lampada e l’aria fresca e umida del bagno.
Se i sigilli non sono perfetti, l’apparecchio inizia a “respirare”: letteralmente aspira aria umida ogni volta che si raffredda. Questo provoca la corrosione dei filamenti, portando alla rottura prematura della lampada. Testiamo appositamente questo aspetto, perché nessuno vuole dover salire su una scala per sostituire il riscaldatore dopo pochi mesi di utilizzo.
Trovare il giusto equilibrio
Potreste pensare: “Basta sigillare l’apparecchio ermeticamente!” Ma c’è un problema: se rendiamo il rivestimento dell’apparecchio completamente impermeabile, il componente elettronico all’interno non potrà respirare e si danneggerà. È necessario trovare un equilibrio: l’apparecchio deve essere impermeabile, ma allo stesso tempo deve avere una buona ventilazione per mantenere i componenti elettronici al fresco.
Dedichiamo centinaia di ore per calibrare questi parametri. Facciamo funzionare gli apparecchi per 500 ore in queste condizioni estreme, poi verifichiamo la resistenza isolante. Se i valori diminuiscono anche solo di poco, il progetto va rifatto dal zero.
È un lavoro impegnativo, ma è l’unico modo per assicurarsi che il riscaldatore duri davvero nel tempo.